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Yara Gambirasio ferita da un taglierino

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Novità sul caso della povera Yara Gambirasio. Secondo quanto emerso dalle analisi dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo effettuate sul corpo della giovane vittima, le ferite da taglio rinvenute ai polsi, sulla schiena e al collo della ragazza sarebbero compatibili con un taglierino da cantiere.

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A quanto pare l'anatomopatologa ha isolato ed individuato sulle ferite di Yara, polvere e materiale riconducibile agli ambienti dei cantieri, polvere di cemento o di piastrelle. Non solo. Le stesse ferite da taglio non avrebbero presentato strappi o forzature disordinate e sarebbero quindi state effettuate con una lama molto sottile, capace di alta precisione.

Pertanto l'anatomopatologa e gli inquirenti sono arrivati alla conclusione che si tratta di ferite praticate con una lama molto usata in edilizia, ovvero quella del classico taglierino che ogni muratore o piastrellista utilizza e porta con sé.

Ecco dunque che, dopo le ricerche iniziate dai cani molecolari nel cantiere di Mapello, dopo la polvere da cantiere trovata nei bronchi polmonari della giovane, dopo quella stessa polvere isolata dai vestiti, arrivano i risultati delle analisi effettuate dall'anatomopatologa Cristina Cattaneo che rimandano, nuovamente, all'ambiente degli operai dell'edilizia. Ancora non è stato possibile dare un nome e un volto all'assassino di Yara, ma a quanto pare il campo delle ricerche comincia ad essere sempre più circoscritto.

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