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Yara Gambirasio, lettera anonima con scritto: 'Sono io l'assassino'

  • LaPresse

Al quotidiano L'Eco di Bergamo è arrivata una lettera anonima con scritto: 'Sono io l'assassino di Yara'. La missiva, alquanto sgrammaticata, è stata scritta su un foglio A3 utilizzando un normografo con caratteri a stampatello. Nella lettera anonima, che riporta il timbro del centro meccanografico posta di Genova, l'autore ha raccontato il delitto di Yara Gambirasio. La giovane vittima sarebbe stata uccisa da un presunto pedofilo, che si trovava nella zona di Brembate per lavoro e passava, si legge, 'vicino al centro sportivo per conoscere qualche ragazzina, perché le donne non me vogliono, mi imbarazzo con adulti'.

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L'anonimo autore della missiva ha parlato di una conoscenza con Yara lunga almeno due mesi. Ha raccontato che verso fine settembre aveva cominciato a passare vicino alla palestra a bordo della sua automobile e con delle scuse aveva conosciuto una ragazza di nome Yara. 'Finimmo con il simpatizzare - ha scritto l'uomo - eppure mi sembrava di piacere a lei perché me sorrideva quando le chiedevo se aveva il ragazzo fisso'.

Raccontando quanto accaduto lo scorso 26 novembre, l'uomo ha poi scritto: 'Gli offrivo un passaggio a casa verso le 18.50. Con una scusa le dissi che dovevo passare un attimo al posto di lavoro a Mapello. Verso le 19 arrivammo a Mapello, in macchina le squillò il cell. La convinsi a spegnerlo, lei aveva già capito le mie intenzioni. Una volta fermata la macchina si spaventò e tentò di scappare, prima mi colpì ai testicoli e il suo cell. mi cadde addosso. Lo presi e lo disattivai. Lei intanto era appena scappata fuori de macchina. Avevo perso la testa per il fatto che poteva rovinare il mio corpo. La insegui nel campo dietro cantiere avevo un coltello poi presi una pietra e senza rendermi conto la colpii alla testa. Pensavo che era meglio chiamare il 118 e poi scappare ma preso dal panico la caricai in macchina e (..) portai il corpo in un campo più sicuro di Mapello'.

La lettera, che a dire il vero non svela alcun dettaglio inedito, è stata trasmessa al Ris di Parma dai carabinieri, su disposizione del pm Letizia Ruggeri. Nel frattempo ecco arrivare le prime indiscrezioni sulla consulenza medico legale che verrà consegnata nei prossimi giorni al pm Ruggeri. A quanto pare la povera Yara sarebbe morta per una serie di concause: un colpo alla testa, diverse ferite da taglio e una insufficienza respiratoria provocata da un tentativo di strangolamento. La 13enne sarebbe dunque deceduta per le ferite e per il freddo.

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