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Yara Gambirasio, test del Dna da ripetere? Bossetti, avvocato valuta richiesta di scarcerazione

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L’esame del Dna, prova “regina” in base alla quale si è costruita l’inchiesta per l’omicidio di Yara Gambirasio con arresto del presunto assassino Massimo Giuseppe Bossetti, potrebbe essere ripetuto nel corso del processo che si aprirà nelle prossime settimane.

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A dispetto della quantità minima di materiale passibile di analisi in laboratorio ormai rimasta dopo le approfondite ricerche svolte negli ultimi 3 anni, sembra ci sia margine per un’ulteriore verifica, da affidare agli specialisti in caso di confronto in aula con l’indagato.

Verrebbe così a cadere, se si riuscissero ad esaminare un’altra volta i reperti ancora disponibili, uno dei limiti all’attività processuale paventati in questi giorni, in relazione alla mancata possibilità di operare nuovi test scientifici sulle tracce di fluido genetico raccolte sul luogo del delitto e nelle vicinanze dagli investigatori.

L’unico indagato, intanto, continua a professarsi innocente in quanto totalmente estraneo ai fatti contestati dall’accusa e nella giornata di ieri è stato sottoposto ad accertamenti medici in seguito ad un malore da stress avvertito in cella.

Al vaglio degli inquirenti ci sono adesso i video di diverse telecamere fisse dislocate sia a Mapello che a Brembate di Sopra, oltre che a Chignolo d’Isola: sono queste le località coinvolte dal primo momento nelle indagini per la scomparsa e la successiva morte di Yara Gambirasio.

(Test del Dna come prova regina per l'omicidio Gambirasio: parlano gli esperti)

L’abitazione privata di Massimo Bossetti è stata setacciata in lungo e in largo dagli uomini delle forze dell’ordine, alla ricerca di prove utili all’accertamento della verità, da confrontare con ogni altro elemento in possesso della magistratura. Particolare attenzione, alla luce dei più recenti riscontri, verrà riservata ai 5 computer posseduti dal muratore bergamasco e adesso sotto sequestro.

Prima ancora che si arrivi all’eventuale ripetizione del test sul Dna acquisito e custodito nelle provette grazie al lavoro del Ris di Parma, sarà importante conoscere gli sviluppi del procedimento, specialmente per quanto riguarda la linea difensiva del sospetto killer della ragazza, per il quale potrebbe essere richiesta (entro lunedì 30 giugno) la scarcerazione con ricorso al Tribunale della Libertà.

Il legale di parte Silvia Gazzetti ha promesso una dura battaglia giudiziaria per ottenere l’assoluzione del suo assistito, ma dal canto suo la Procura di Bergamo sembra orientata verso l’opzione del processo con rito abbreviato, formula che permetterebbe di saltare l’udienza preliminare in presenza di prove evidenti a carico dell’imputato.

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