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Yara Gambirasio, novità sul Dna

Non apparterrebbe ai familiari di Yara Gambirasio il Dna trovato su un guanto e sulla batteria del suo telefonino. A dirlo gli accertamenti che si stanno svolgendo sugli oggetti ritrovati vicino al corpo della 13enne nel campo di Chignolo d'Isola.

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Il video del luogo del ritrovamento del corpo della tredicenne di Brembate

Secondo quanto confermato i Dna rilevati sono di un uomo e di una donna. E se i guanti che Yara indossava da alcuni giorni possono mostrare tracce di altre persone che potrebbero averli toccati, la batteria del cellulare ha fatto emergere dati molto importanti. Chi, non appartenente alla famiglia della 13enne, può aver toccato la batteria del cellulare? E perché?

Il cellulare di Yara, infatti è stato trovato con la Sim card estratta, cosa che si può fare solo togliendo la batteria. Ecco perché le tracce ritrovate sulla batteria del telefonino sono così importanti. Potrebbero nascondere la soluzione di questo tragico giallo. E, a quanto pare, sulla batteria del cellulare sono state trovate tracce di Dna maschile.

A proposito dell'uccisione di Yara Gambirasio, nei giorni scorsi il sostituto procuratore che guida l'inchiesta, Letizia Ruggeri, ha parlato di una 'faccenda inquietante' perché non solo al momento manca una chiara causa di morte, ma anche perché manca una definita 'volontà omicidiaria dell'offender'. Non è chiaro se 'l'offender ha colpito Yara per ucciderla, se la morte era voluta, non era voluta' e se le lesioni trovate sul corpo della 13enne siano state fatte 'per tramortire, ferire o uccidere'.

 (foto © LaPresse)

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