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Yara, il superteste: 'C’era un altro uomo, mi ha fissato per 15 minuti'. Parla la sorella

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di Simone Rausi

Un dettaglio inquietante emerge nella drammatica storia – ancora in corso di scrittura - dell’omicidio di Yara Gambirasio. A rivelarlo è il superteste Ilario Scotti, l’uomo che ritrovò per caso il cadavere della ragazzina in un campo di Chignolo d’Isola quattro anni fa. A quanto pare, sulla scena del ritrovamento, sarebbe stato presente un altro uomo, una figura in ombra rimasta muta e immobile a fissare, come sotto shock, lo stesso Scotti e il cadavere della Gambirasio.

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Durante la sua testimonianza alla Corte d’Assise di Bergamo, Scotti ha dichiarato: “Ho notato una persona che aveva posteggiato la sua macchina in fondo alla stradina. Io l'ho guardato. Lui, salito su un blocco di cemento, ha guardato nella mia direzione per 10-15 minuti. Era poco più alto della sua auto, una utilitaria, poteva avere una cinquantina di anni e indossava un giubbotto di quelli che usano i pensionati. Quando ha sentito le sirene della polizia in arrivo, è salito sulla sua macchina e se ne è andato”. Ma quella di Ilario Scotti non è stata l’unica dichiarazione raccolta in aula…

Ha preso parola infatti anche Keba, la sorella di Yara, che ha raccontato alla Corte alcuni dettagli in merito al rapporto con la sorella e Bossetti: “Se fosse successo qualcosa di preoccupante (nei giorni precedenti alla scomparsa di Yara, ndr.) lo avrei saputo, se avesse avuto qualche approccio me lo avrebbe detto. Non ho mai visto Bossetti, né attorno alla palestra, né vicino a casa. Yara non aveva un diario segreto, aveva soltanto il diario di scuola”.

Tra le persone sentite anche il testimone Fabrizio Francese, il patrigno di una ragazzina che frequentava il centro sportivo di Brembate, lo stesso dove si allenava Yara: “Io stavo entrando, lei stava uscendo ci siamo incrociati. Mi ha sorriso e io le ho detto: ciao Yara”. Erano circa le 18.40, un orario dettagliato che Francese dice di ricordare perché lo aveva letto sul cruscotto dell’auto prima di scendere. Secondo il teste non ci sarebbero stati furgoni nei pressi della palestra e, in quanto a Bossetti: “Non era un viso da me conosciuto”.

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