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YouTube, il sito che si e' fatto azienda

  YouTube, il nuovo fenomeno di video-sharing su internet, sembra essere stato partorito direttamente nel cuore della Silicon Valley.
Un anno fa, i co-fondatori Chad Hurley e Steve Chen erano al lavoro in un garage, nel tentativo di sviluppare uno strumento molto semplice per permettere alle persone di scambiarsi video amatoriali sul web.
Oggi ci sono riusciti e hanno raggiunto fama e fortuna grazie a YouTube, un sito che e' diventato una sorta di magazzino nel quale è possibile shareare (condividere) di tutto, dai filmati amatoriali ai video delle grandi case discografiche, fino ai trailer dei film più attesi, come Superman Returns, per esempio.
Gratuitamente.
YouTube è un'idea nuova nella sfera della non convenzionalità che ha allargato (se non rotto) i confini della creatività, della monotonia e del copyright.
"Abbiamo messo a disposizione un palcoscenico dove ognuno può partecipare ed essere visto", ha detto il ventinovenne Hurley.
Dal garage di Hurley ad un piccolo ufficio sopra una pizzeria, YouTube è oggi una società di capitali che ha dato un contributo notevole all'espansione dell'esibizionismo sul web.
Hurley ha affermato che agli inizi di aprile, i video postati quotidianamente hanno raggiunto quota 35.000.
Gli utenti che accedono alle pagine di YouTube guardano al giorno non meno di 35 milioni di video che variano come durata dai 30 secondi ai due minuti e mezzo di media.
Pesate che solo quattro mesi fa, i video postati dai visitatori erano 8.000 ed ogni giorno se ne vedevano 3 milioni.
Il passaparola è stato contagioso e la crescita senza controllo. YouTube, grazie al numero incredibile di nuovi utenti registrati quotidianamente, è un contenitore sempre più ampio di informazioni e divertimento.
Ovviamente il sito deve il suo successo alla velocità sempre maggiore delle connessioni via internet che permettono di scaricare un filmato in pochi secondi.
YouTube, al pari di Yahoo e Google, è stato il primo ad intuire la crescente popolarità e dunque le potenzialità commerciali dei video online.
Eppure la crescente competitività in questo campo non scalfisce la felicità di Hurley: "Noi siamo stati i primi, tutti gli altri ci hanno emulato", ha detto.
Alcuni vedono in YouTube delle pericolose affinità con Napster (il primo, grande software di file sharing su internet) che fu chiuso per palesi violazioni del copyright.
Come Napster, anche YouTube è completamente gratuito e permette di pubblicare spezzoni video presi dalla tv o dai film, violando così i diritti delle grandi major.
YouTube "ha un posizionamento sul mercato molto forte al momento" ha detto Mary Hodder, responsabile di Dabble.com, una startup che offre la possibilità di salvare tutti i video trovati sul web, "dobbiamo solo chiederci per quanto tempo potranno restare così in alto. YouTube potrebbe perdere una grossa fetta di audience, proprio come accadde per Napster".
Quella dei diritti violati è una bella gatta da pelare.
Hurley e Chen sperano di convincere le aziende detentrici del copyright che stimolare l'interesse della gente attraverso la pubblicazione di uno spezzone video di un certo programma, può aumentare la visibilità del programma stesso.
Alcuni studios cinematografici hanno cominciato a postare clip o trailer su YouTube, sfruttando le sue straordinarie capacità comunicative.
Proprio per venire incontro alle esigenze del copyright, YouTube ha imposto un limite massimo di 10 minuti per la lunghezza di un video.
A febbraio, YouTube ha avuto 9 milioni di accessi da utenti americani e le pagine viste hanno raggiunto la cifra di 176 milioni. Pensate, in proporzione, che MSN Video nello stesso periodo ha fatto 38 milioni di pagine e GoogleVideo 76 milioni.
Al momento YouTube vanta 25 dipendenti e ha fatto un investimento di 11.5 milioni di dollari per la Sequoia Capital, la stessa venture capital che ha aiutato il lancio di Google.
Hurley e Chen sperano di cominciare presto a vendere video promozionali e di continuare con la strategia di bloccare video pornografici, per conservare la qualità del prodotto.
Il problema è la difficile monitorizzazione di tutti i video postati.
In attesa di trovare un filtro più adeguato, l'unico strumento per eliminare filmati a luci rosse è la segnalazione degli utenti.
"Il problema è che molte persone potrebbero infuriarsi alla vista di materiali pornografici", ha detto Greg Kostello, ideatore e proprietario di vMix, un' altra social application simile a YouTube. "Non posso tollerare che i miei figli, mentre navigano su internet, possano trovarsi all'improviso di fronte ad un video pronografico", ha detto Kostello. "Se tu sei un advertiser, non saresti felice se il porno apparisse sulla stessa pagina della tua pubblicità".
Hurley e Chen, però, sono convinti della sicurezza del sito, grazie anche ai pesanti investimenti che stanno facendo per migliorare la sua sicurezza. "Resteremo nel mainstream per molto tempo", hanno assicurato.

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