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Yulin, festival della carne di cane: macello collettivo di randagi "portafortuna", crescono i rischi per la salute dell'uomo

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di Simone Rausi

Il prossimo 21 Giugno sarà il solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno. 15 ore di luce che segnano l'inizio della bella stagione e che meritano di essere festeggiate come si deve. In Cina ad esempio, il solstizio si celebrerà allegramente con una mattanza di cani degna di questo nome. Bastardini, meticci, cuccioli e adulti verranno macellati, cucinati e serviti in tavola con accompagnamento di Litchi, ciliegie cinesi, e liquori. Perchè? Beh, ma perchè porta bene, manco a dirlo.

Se pensate che si tratti dell'ennesimo caso di follia collettiva segno di una società ormai alla deriva vi sbagliate perchè il Festival della carne di cane affonda le sue radici in una tradizione secolare quanto sentita. Nei villaggi rurali intorno a Pechino - e in cittadine come Yulin, dove le cose si fanno in grande - tutto è pronto a partire nonostante le durissime polemiche di attivisti, animalisti e cittadini amici degli animali che proprio non ci stanno ad assistere impotenti a questo macello di massa nel rispetto di una tradizione che sa per lo più di superstizione. Nel 2011 gli attivisti erano riusciti a bloccare il festival della carne di cane di Zhejang ma quest'anno i preparativi sono già troppo avanti e difficilmente si riuscirà a sabotare la festa.

Solstizio d'estate del 21 Giugno: 15 oe di luce, comete e feste

Un lavoro ancora più efficace l'hanno fatto forse i blogger che, attraverso immagini e reportage, sono riusciti a scuotere le coscienze più sensibili raccontando il lato oscuro del Festival: branchi di cani randagi ammucchiati in piccole gabbie, scuoiati, appesi ai ganci, pronti al macello, addirittura rubati o avvelenati per le strade con sostanze pericolosissime anche per l'uomo. Ed ecco l'elemento sorpresa, il Festival della carne di cane non farebbe male solo ai cani ma anche agli uomini. Secondo l'attivista Deng Yidan di Animals Asia, infatti, la carne di cane sarebbe pericolosissima in quanto "gli animali non sono sottoposti ad alcuna quarantena o controllo sulla salute. Molti sono avvelenati con sostanze chimiche. Inoltre la copertura mediatica negativa aumenta timori di infezioni da rabbia, per non citare la divisione nella società tra chi è pro e chi contro al festival: tutto questo fa una pubblicità sempre più negativa a Yulin, più che dare un ritorno economico".

L'eco delle proteste sarebbe talmente forte da aver messo in imbarazzo il governo di Yulin che, ad ogni modo, non ha fatto nulla per impedire il regolare svolgimento della tradizione. Le istituzioni hanno fatto sapere che il Festival non è in alcun modo appoggiato formalmente dal governo. Come si legge su QN i media locali hanno fatto sapere che ai ristoratori è stato vietato pubblicizzare la vendita di carne di cane ma non è stata affatto proibita la vendita stessa.

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