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Zoro - Bersani, la video intervista a "Orzo"

Martedì 7 luglio la puntata n°12 di Orzo ha visto protagonista Pier Luigi Bersani, candidato leader del PD. Il faccia a faccia tra Diego Bianchi, caustica coscienza critica del Partito Democratico, e lo storico dirigente del centro-sinistra italiano ha dato modo a Bersani di palesare la propria idea di PD (nel momento forse più delicato della storia del partito) di fronte a una web-platea di elettori, sostenitori, detrattori, delusi, interessati, sconfortati e affamati di leadership. La chat in diretta ha dato la possibilità a tutti di interagire producendo un dibattito virtuale "senza filtro".

QUI LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE ZORO-BERSANI A "ORZO"

L'evento, oggi ripreso da tutti i quotidiani cartacei nazionali, ha prodotto una lunga e persistente eco di agenzie, commenti, articoli, reazioni e risposte on e off line. Corriere.it e decine di altri siti e testate online hanno scritto di Zoro e Bersani in video-diretta su Excite.it. Per non parlare del "rumore" prodotto dai social network durante e dopo la trasmissione. Facebook, Friendfeed, istant messanging e la natura 2.0 del "contenitore" stesso hanno reso unica un'intervista già di per sè esclusiva e attesa.

Di seguito, a mo' di sintesi, alcuni lanci d'agenzia prodotti durante e subito dopo il live streaming. - COMMENTA LA NEWS

PD: BERSANI,NON MI SCAZZO CON NESSUNO MA NON ACCETTO ANATEMI (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Io non scazzo con nessuno e per quanto mi riguarda voglio usare i toni bassi ma non accetto la mancanza di rispetto, gli anatemi che arrivano contro di me e le mie idee». Pier Luigi Bersani, ospite di Zoro su Excite.it, si impegna ad evitare il bagno di sangue nel Pd in vista del congresso, ammettendo che Massimo D'Alema ha usato l'altra sera «toni reattivi». «Capisco la situazione - afferma Bersani invitando alla pacatezza del confronto - capisco i meccanismi dell'informazione e anche qualche rancore ma noi abbiamo assolutamente bisogno di una discussione su 2-3 punti sui quali abbiamo opinioni diverse e dobbiamo decidere la barra. Altri temi, invece, come nuovo/vecchio non sono prioritari e spero che una volta che a fine luglio le bocce si saranno fermate, finiscano i personalismi e si possa ragionare su cosa decidere». Il candidato alla segreteria è però convinto che nonostante il dibattito congressuale «dimostreremo che siamo in grado di dire le stesse cose come partito sui temi di attualità». (ANSA)

PD: BERSANI, D'ALEMA BURATTINAIO? ALLA MIA ETÀ SI È USCITI DALLA CULLA = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - «Alla mia età si è usciti dalla culla...». Pier Luigi Bersani risponde così al blogger Diego Bianchi, durante una videointervista sul web, quando gli viene fatto notare che molti vedono Massimo D'Alema come unpoì il 'burattinaiò della sua candidatura alla segreteria del Pd. «Io sono nato in un paesino di montagna e partendo da quel paesino sono diventato presidente della regione Emilia Romagna senza conoscere D'Alema o Veltroni. Chi pensa così -prosegue Bersani- si interroghi se non ha poca fantasia, se davvero siamo ancora in mezzo a Veltroni e D'Alema siamo l'unico posto al mondo in cui in 20 anni non è cambiato niente». Poi, aggiunge, «se si parla di politica, io sono d'accordissimo con D'Alema che un partito non può far da solo. Devo dire che ha torto?», conclude Bersani. (Adnkronos)

PD: BERSANI, D'ALEMA RAGIONA DI POLITICA E NON DI ANAGRAFE (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «D'Alema ragiona di politica e non di anagrafe e quindi nel suo giudizio su Franceschini avrà pesato una continuità con i 20 mesi di gestione del Pd, che invece non vede in Marino». Pier Luigi Bersani, ospite di Zoro su Excite.it, giudica così le valutazioni del presidente di Italianieuropei sulle candidature alla leadership del congresso. Bersani, illustrando alcune priorità della sua piattaforma, affronta anche la questione del ricambio generazionale: «Dobbiamo stabilire se vale il merito o la cooptazione perchè con la cooptazione qualche giovane è già stato rovinato». E alla domanda sul presidente della Campania Antonio Bassolino, il candidato alla guida del Pd evidenzia che «subito dopo il congresso bisogna andare ad un ricambio della classe dirigente e mettere in campo da subito a partire dagli organismi una nuova classe dirigente capace».(ANSA)

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PD: BERSANI, IO E FRANCESCHINI D'ACCORDO SU SFORZO COMUNE PER 'DITTA' = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - «Ora siamo in una fase di presentazione, di chiamata a raccolta. Poi, quando le bocce si saranno fermate, da settembre parleremo di quei due, tre punti su cui abbiamo opinioni divberse». Pier Luigi Bersani parla così in un'intervista sul web dei primi giorni di avvio del congresso del Pd. Superata questa fase di avvio, aggiunge Bersani, non solo ci si focalizzerà sulle differenze di programma e di idea di partito tra i candidati, ma anche si dice pronto a rispettare il patto con Dario Franceschini a lavorare per il bene della 'dittà: «Ho parlato con Franceschini e siamo d'accordo, per quel che riguarda la 'dittà, di dire le stesse cose sui temi del momento e uscire uniti. Nessuno di noi lavora per la rottura». (Adnkronos)

PD: BERSANI, SULLA LAICITÀ ABBIAMO PERSO UN BOTTO DI VOTI (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Sulla laicità e non solo abbiamo perso un botto di voti perchè su certi argomenti ogni passaggio e scelta è stato preso come il venir meno di un'identità». Ne è convinto Pier Luigi Bersani che, ospite di Zoro su Excite.it, spiega che «laico non vuol dire banalizzare fedi e convinzioni, che sono un patrimonio, ma vanno separate dall'autonomia della politica». Il Pd deve cercare, su temi come la laicità, la sintesi e prendere una decisione lasciando solo dopo la libertà di coscienza. «Mi chiedono - ironizza Bersani - se sono comunista perchè la penso così? no sono democristiano perchè lì cerca il concetto di mediazione per arrivare ad una scelta».(ANSA)

PD: BERSANI, IO NON VOGLIO FARE IL PCI MA UNA 'BOCCIOFILA' CHE FUNZIONI = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - Peri Luigi Bersani, in un'intervista sul web, torna a ribadire che il suo concetto di partito è quello di un'associazione organizzata e strutturata e respinge le critiche di chi lo accusa di voler tornare al 'vecchiò: «Io non voglio fare il Pci, ma l'Avis o una bocciofila o quello che volete. Io voglio costruire un'associazione che funzioni». E per funzionare, un'associzione «richiede un minimo di disciplina e di codice, mentre noi ce ne siamo dimenticati un pò», aggiunge Bersani sottolineando che questo è proprio uno dei punti di «discontinuità» rispetto alla gestione del Pd che c'è stata finora. «È il punto numero 4 della discontinuità», dice Bersani elencando quindi glui altri ovvero la necessità che il Pd abbia una sua identià ben precisa, che debba avere «radici profonde nei ceti popolari e produttivi» e che «non possiamo essere autosufficenti» e quindi « va aperto un cantiere» per le alleanze «e qui un pò torna l'ispirazione dell'Ulivo». (Adnkronos)

LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE ZORO-BERSANI A "ORZO"

PD: BERSANI, NO A GIOVANI COOPTATI QUALCUNO GIÀ LO ABBIAMO ROVINATO = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - «Vogliamo fare cooptazione o far avanzare il merito? Se vogliamo fare merito dobbiamo selezionarla per il merito e questo si fa solo sul territorio, se facciamo cooptazione prendendo un giovane e facendolo diventare un simbolo lo roviniamo solamente e qualcuno, negli ultimi tempi, lo abbiamo già rovinato...». Pier Luigi Bersanì, intervistato dal blogger Diego Bianchi, parla così del rinnovamento della classe dirigente. «Io -spiega Bersani- cercherò quelli che hanno già cominciato nei territori e li selezionerò con dei meccanismi, se nel partito metti l'automatismo che gli organi dirigenti devono essere composti per il 50% da gente mandata dal livello inferiore hai immediatamente un ricambio del gruppo dirigente anche generazionale, altrimenti i giovani amministratori che si affermano rischiano di restare là». (Adnkronos)

PD: BERSANI, NON VOGLIO RIFARE IL PCI MA L'AVIS (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Io non voglio fare il Pci, ma l'Avis o una bocciofila o quello che volete. Io voglio costruire un'associazione che funzioni». È l'idea-partito espressa da Pier Luigi Bersani, ospite di Zoro su Excite.it. «Un'associazione - sostiene Bersani - richiede un minimo di disciplina e di codice, mentre noi ce ne siamo dimenticati un pò». Il candidato alla guida del Pd ha ribadito la necessità che il Pd abbia una sua identità «ben precisa, che debba avere radici profonde nei ceti popolari e produttivi», che «non possiamo essere autosufficienti» ma «va aperto un cantiere» per le alleanze.(ANSA)

PD: BERSANI,TESSERAMENTO? NON SARÀNUMERO DA SIGNORI TESSERE (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Alla fine non sarà un numero da signori delle tessere, ma i numeri di chi non ha creduto al fatto che un partito per stare in piedi in modo solido ha bisogno di un partito organizzato e radicato perchè altrimenti non ci può essere neanchè l'altro, cioè gli elettori delle primarie». Così Pier Luigi Bersani, ospite di Zoro su Excite.it, fa una previsione sulle cifre del tesseramento che il 21 luglio chiude i termini per essere valido in vista del congresso di ottobre.(ANSA)

LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE ZORO-BERSANI A "ORZO"

PD: BERSANI, BASSOLINO? DOPO CONGRESSO NUOVA CLASSE DIRIGENTE = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - «Subito dopo il congresso dobbiamo mettere in campo una classe dirigente nuova». Pier Luigi Bersani risponde così, in un'intervista sul web, quando gli viene chiesto che ruolo avrà Antonio Bassolino. «Credo in generale, e anche in particolare, che dobbiamo andare a una fase nuova in Campania. A un ricambio di classe dirigente. E questo -spiega- va messo in un meccanismo che comprende sia gli organismi dirigenti del partito che le elezioni». (Adnkronos)

PD: BERSANI, SENZA TESSERE CHE RAZZA DI PARTITO È? = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - «Non è che perchè si temono i signori delle tessere, non si debba fare più il tesseramento. Se la parola 'tesserà diventa impronunciabile, ma che razza di partito è?». Pier Luigi Bersani parla così del tesseramento del Pd in un'intervista sul web. Sui numeri dice che non saranno, appunto, «da signori delle tessere»: «Alla fine non sarà un numero da signori delle tessere, ma i numeri di chi non ha creduto al fatto che un partito per stare in piedi ha bisogno di organizzazione e di radicamento sul territorio». (Adnkronos)

PD: BERSANI, CONTO DI VINCERE, MI MUOVONO IDEE E NON EGO (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Spero, conto e lavoro per vincere, non mi sono mosso per esigenze mie ma perchè credo di avere delle idee e penso che questa sia l'occasione per darci una linea». È la previsione che Pier Luigi Bersani fa, ospite di Zoro, sull'esito del congresso di ottobre del Pd. (ANSA) PD: BERSANI, MI PIACE IL ROCK DAI LED ZEPPELIN AI METALLICA = Roma, 7 lug. (Adnkronos) - Non solo Vasco Rossi per Pier Luigi Bersani. In un'intervista al bloggere Diego Bianchi, il candidato alla segreteria del Pd racconta i suoi gusti musicali. «Mi piace tutto il rock -dice Bersani - i Led Zeppelin, ad esempio, è il ritorno alle origini, ma è il meglio». E andando su qualcosa di più recente, Bersani sceglie sempre rock: «Ascolto i Metallica». (Adnkronos)

LA VIDEO INTERVISTA INTEGRALE ZORO-BERSANI A "ORZO"

PD: BERSANI, SÌ A COPPIE DI FATTO,PERPLESSO SU ADOZIONI GAY (ANSA) - ROMA, 7 LUG - «Uno stato che vede crescere un fenomeno, e lo vede crescere a dismisura, deve regolarlo. Poi- non è che lo chiamo matrimonio omosessuale, perchè riconosco che non sono assimilabili». Così Pier Luigi Bersani, ospite di Zoro su Excite.it, si dice favorevole al riconoscimento delle coppie di fatto. Quanto alle adozioni da parte di coppie omosessuali, il candidato alla segreteria del Pd dice di avere «forti perplessità. Io non sono convinto perchè è un tema delicatissimo. Allo stato attuale, da quello che capisco, dico che so non sono d'accordo».(ANSA)

LA REPLICA --> PD:ASSOCIAZIONI GAY DELUSE DA BERSANI,ANCORA A QUESTO PUNTO? (ANSA) - ROMA, 7 LUG - Che Pier Luigi Bersani fosse d'accordo con il riconoscimento delle coppie di fatto omosessuali è il minimo sindacale secondo le associazioni dei gay, che criticano il candidato alla guida del Pd perchè contrario alle adozioni da parte delle coppie di omosessuali. «Troppo poco per chi si candida a diventare il nuovo segretario del Pd senza nessuna seria e convincente posizione in tema di diritti civili» dice Andrea Berardicurti del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. «Esattamente come i suoi predecessori, laici nelle parole e non nei fatti - aggiunge - per quanto ci riguarda egli è destinato a fallire se la nuova linea politica del Pd non affermerà in maniera netta i valori portanti di laicità e parità di tutti i cittadini». «Sarebbe utile che i tre candidati alla segreteria del Pd chiarissero, non a noi, ma ai milioni di cittadine e di cittadini, quale società per il futuro vogliano contribuire a costruire» dice dal canto suo il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, che invita Bersani e gli altri due candidati alla guida del Pd, Dario Franceschini e Ignazio Marino, a «un confronto pubblico, così da poter comprendere meglio quali politiche e strumenti sociali intendono promuovere nei prossimi anni». (ANSA)

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